Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Monti di Rogno (Bg) il 19.7.1903, operaio, socialista, celibe. Dopo il congedo dal servizio militare, svolto come carabiniere, emigra in Francia con regolare passaporto alla fine di novembre 1929. Risiede al n° 74 di rue de la Republique a Bellegarde-sur-Valserine (dipartimento Ain, regione Alvernia-Rodano-Alpi). E’ sospettato di aver assunto le generalità del cugino Gioacchino Bettinelli dopo che questi è rientrato in Italia. La conferma della sua effettiva identità, ricercata appunto allo scopo di distinguerlo dal cugino Giacchino, avviene nel febbraio 1934 quando, grazie alla sua fotografia inviata al Consolato italiano di Lione, viene riconosciuto da un fiduciario fascista, come conferma il Consolato stesso al Cpc il 26.2.1934, che a proposito di Bettinelli aggiunge: “continua a svolgere attività contro il regime ed è incaricato della distribuzione del giornale socialista «L’Avanti»”. E’ sospettato di essere iscritto alla LIDU. Viene iscritto in RF il 17.3.1934 per “perquisire e segnalare”, iscrizione confermata il 30.4.1939. Alla metà del 1934 lascia Bellegarde dichiarando di trasferirsi a Chambéry, ma in realtà si sposta a Le Mourillon, quartiere della zona est di Tolone (dipartimento Var, regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra), dove lavora come commerciante di mercerie (‘Papeterie-Mercerie-Encadrements Boulevard Dr Cunéo 34’). E’ ancora in Francia nel dicembre 1942, senza ulteriori notizie. Nel fascicolo sono conservate due sue fotografie, una giovanile sotto forma di cartolina postale, scattata dal fotografo Cesare Tibaldi di Roma (via Cola di Rienzo 285 scala B interno 14), con la divisa da carabiniere, ritratto solo nel volto glabro collocato all’interno di una forma di cuore, l’altra di qualche tempo dopo, che lo ritrae con i baffi, riprodotta nel 1933 dalla Questura di Brescia per conto di quella di Bergamo. Cpc, b. 596. 1931-1942.
Nel fascicolo sono presenti anche documenti relativi a Gioacchino Bettinelli (di Giacomo e Domenica Tognella, n. Rogno il 4.10.1894), cugino di primo grado di Giuseppe e a sua volta socialista, che probabilmente emigra in Francia nel 1930 con regolare passaporto, da dove rimpatria alla fine dello stesso anno. Tornato ancora in Francia, rientra in Italia nel 1933 per motivi di salute. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia. (G. Mangini, R. Vittori)