Belotti Maria


operaia tessitrice
“La manifestazione avvenuta nel cotonificio Honegger messa in relazione con le manifestazioni di minore gravità avvenute prima o contemporaneamente in altri opifici di Albino, di Gazzaniga e di Nembro, dimostra l’esistenza di un movimento a carattere prettamente sovversivo e che, se non arginato in tempo con provvedimenti di rigore ed esemplari, può dar la sensazione alle masse che esse possono impunemente violare le leggi”. Nel giugno dello stesso anno, su proposta del prefetto Terzi, Maria Belotti viene ammonita, anche perché il rapporto al questore del comandante dei Cc Francesco Mosca del 28.5.1931 rileva in proposito che Belotti si è dimostrata una delle principali agitatrici, fermando le proprie macchine da lavoro e incitando compagne ad abbandonare il lavoro, ma non lo stabilimento. L’8.7.1931 Belotti inoltra una domanda dattiloscritta al cav. Grimaldi, commissario prefettizio di Albino, in cui si chiede il condono per la pena della vigilanza, “promettendo dal canto suo una condotta morale e politica incensurabile per l’avvenire”. Il 13.7.1931, i Cc di Bergamo scrivono alla Questura esprimendo parere favorevole all’accoglimento della domanda inoltrata da Maria Belotti, Angela Camozzi e Teresa Fogaccia “tendenti ad ottenere la sospensione del provvedimento dell’ammonizione già precedentemente preso a loro carico”. Non si conosce l’esito di tale richiesta. La radiazione avviene comunque nel 1933. (R. Vittori)
(padre)
(madre)
Albino
Lombardia
Italia
piazza Spino 2
1931/05/22
– 1931/05/23
Fa parte del gruppo di operaie del cotonificio Honegger di Albino che nei giorni 22 e 23.5.1931 promuovono lo sciopero delle maestranze e la resistenza passiva nei confronti delle forze dell’ordine che hanno ordinato lo sgombero dello stabilimento. Vengono arrestate e denunciate per reato di sciopero, istigazione allo stesso e alcune di loro anche per resistenza e violenza verso gli agenti della forza pubblica.
(1931 – )
ASBg, Sovversivi
foto segnaletica polizia
(Quattro copie)
fotografia da documento identificativo
(Tre copie)