Bianchi Vincenzo

Bianchi Vincenzo

Busta
13
Fascicolo
408
Primo estremo
1928
Secondo estremo
1940
Cognome
Bianchi
Nome
Vincenzo
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1883/08/12
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione

operao

Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Sellere (Bg) l’ 8.12.1883, operaio metallurgico, sovversivo. Il 25.6.1923 viene fermato dai Cc di Sovere (Bg) per aver rivolto frasi ostili ai fascisti, mentre il 31.3.1924 viene fermato a Sellere per propaganda antifascista in occasione di un comizio elettorale. Con isidoro Bianchi (di Samuele, 31 anni), Battista Bianchi, Alessandro Bianchi e Silvio Pegurri, tutti nati e residenti a Sellere, operai metallurgici presso l’industria Franchi-Gregorini di Lovere (Bg), incensurati, simpatizzanti socialisti, nella notte tra il 6 e il 7.11.1928 nelle vie del paese grida frasi offensive a Mussolini e canta il ritornello di ‘Bandiera rossa’. Arrestati dai Cc di Sovere, nel corso della perquisizione, addosso a Vincenzo Bianchi viene rinvenuta una copia de «L’Unità» dell’8.6.1927 edita in clandestinità. Vengono tutti deferiti all’autorità giudiziaria e il 28.11.1926 condannati dal Tribunale di Bergamo a un mese e 16 giorni di reclusione e a L. 100 di multa, pena sospesa per 5 anni con la. condizionale. Disoccupato dal 1928, possiede una casa rurale e un piccolo appezzamento di terreno dal valore di 10.000 lire, è sposato e 8 ha figli, in buona parte minorenni e inidonei al lavoro. Viene definito dal comandante della compagnia esterna dei Cc di Bergamo come un “sovversivo incorreggibile”. L’8.12.1934 nei locali del dopolavoro, dopo aver bevuto, intona improvvisamente l’inno dell’Internazionale “La mia patria è il mondo intero”, seguito da altro canto sovversivo: “Non ti ricordi fascista anche tu, quando cantavi laggiù, Viva la Russia, viva Lenin, morte a Mussolini”. Donato Casari, di Zandobbio, interviene per calmarlo e farlo smettere. Denunciato, in seguito Bianchi ammette di aver cantato inconsciamente una strofa dell’Internazionale e considera la denuncia di Giovanni Belotti, uno dei testimoni, determinata da motivi personali. Ammonito il 15.4.1935, viene prosciolto dall’ammonizione per atto di clemenza del duce nel maggio 1936, in occasione della vittoria militare in Etiopia. I Cc di Clusone il 25.11.1940 lo dicono ravveduto. (R. Vittori)
Familiari
Bianchi Luigi

(padre)

Contadino.

Bianchi Francesca

(madre)

Luoghi di residenza

Sellere

Lombardia

Italia

(1883 – )

Fatti notevoli

1928/11/06

– 1928/11/07

La notte tra il 6 e il 7.11.1928, insieme ad alcuni compagni di lavoro, tutti ubriachi, percore le vie di Sellere cantando ‘Bandiera rossa’ e gridando insulti a Mussolini.

1934/12/08

La sera dell’8.12.1934 nei locali del dopolavoro, dopo aver bevuto, intona l’Internazionale “La mia patria è il mondo intero”, seguito da un altro canto, “Non ti ricordi fascista anche tu, quando cantavi laggiù, Viva la Russia, viva Lenin, morte a Mussolin?”.

Sanzioni subite
carcere

(1928/11/28 – )

Condannato il 28.11.1928 a un mese e 16 giorni di reclusione, pena sospesa con la condizionale.

ammonizione

(1935/04/15 – 1936)

Ammonito il 15.4-1935 a causa dei canti sovversivi del dicembre 1934, condonata nel maggio 1936.

Relaz. con altri soggetti
Bianchi Isidoro

Bianchi Bettino Giovanni Battista

ASBg, Sovversivi

Bianchi Alessandro

ASBg, Sovversivi

Pegurri Silvio

ASBg, Sovversivi

Documentazione allegata

fotografia da documento identificativo

Altre fonti archivistiche
(ACS-CPC) Archivio centrale dello Stato (Roma), Casellario Politico Centrale

Busta

623,

Fascicolo

Pubblicato in 1921-1930, Ammonizione, Anagrafe sovversivi, Busta 13, Carcere, Condanna, Denuncia, Foto, Genere maschile, licenza elementare, Multa, operao, Perquisizione, Sellere (Bg), socialista.