Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Calcio (Bg) l’8.5.1896, dove risiede, detto “Scarperì”. Sposato con Anselma Corna, ha una figlia, carrettiere, contadino, comunista. Il cenno biografico che lo riguarda, redatto il giorno dell’apertura della scheda il 25.5.1925, inizia in questo modo: “Il Barbieri gode cattiva fama per il suo carattere prepotente, provocatore e poco educato; d’animo perverso, corrotto e sfruttatore di donne; è intelligente ma esaltato; ha limitata coltura avendo frequentato solo la terza classe elementare. É dedito all’ozio e trae il sostentamento dal padre benestante. Frequenta la compagnia di scapestrati e specie i compagni di fede comunista. Egli è il disonore della sua famiglia che è stimata dalla popolazione essendo il padre Giudice Conciliatore del Comune di Calcio. Non coprì mai cariche amministrative, politiche o sociali. Egli ebbe la nonna alienata di mente. Fin dall’infanzia si addimostrò ribelle agli ammonimenti paterni e parecchie volte fuggi di casa, stando assente diverso tempo”. Il 4.5.1923 il direttorio del Pnf di Calcio, saputo che Barbieri è in possesso di un passaporto per l’estero, si rivolge al sotto-prefetto di Treviglio perché gli venga ritirato “in considerazione ai suoi principi comunisti e della probabilità che si valga del passaporto per abbandonare improvvisamente il comune dopo di avere con azioni perverse dato sfogo ai suoi sentimenti anti italiani”. Dal febbraio all’agosto 1924 a Calcio ha fatto parte del gruppo ‘La Caraffa’, poi sciolto. La sera del 26.12.1924 prende parte ad una pubblica manifestazione di elementi comunisti. Il 25.6.1925 viene aperta la sua scheda biografica. Nel settembre 1925 si trasferisce a Crescenzago (Mi), dove lavora come “conducente di sabbia per lavori edili” e dove viene accusato di furto di cavalli. Dal 1926 coltiva i terreni di proprietà della sua famiglia. Il 14.4.1927 gli viene attribuita la carta d’identità obbligatoria, conservata nel fascicolo, come “pericoloso linea politica”, sulla quale è incollata la sua fotografia. Il 6.6.1927 viene diffidato in Prefettura a Bergamo. Nel 1930 si trasferisce ad Affori (Mi) presso il fratello Gaetano, in via privata don Bartolomeo Grazioli 56, per tornare al sabato a Calcio presso la famiglia. Rientra definitivamente a Calcio nel 1931 e non dà più luogo a rilievi di polizia. Radiato nel 1932. Cpc, b. 329, 1925-1932. (R. Vittori)