Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Iseo (Bs) il 26.6.1875. Si trasferisce da Iseo a Palazzolo sull’Oglio dal 15.9.1902, poi in via Vittorio Veneto n. 20 a Lovere, dove lavora come operaio meccanico allo stabilimento Ilva, antifascista e socialista. Sposato con Brigida Marini, è padre di 6 figli, due dei quali, Luigi e Pietro, sono a loro volta compresi nell’elenco dei sovversivi e come il padre sono operai dello stabilimento Ilva e definiti “antifascisti irriducibili”. Gli altri figli sono: Angela, Felice, Anna, Giuseppe. L’8.3.1923 il sotto-prefetto di Clusone riferisce alla Questura di Bergamo che Babaglioni “è risultato d’idee contrarie alle nostre Istituzioni, ma non sovversivo pericoloso e di azione, pronto ad agire contro il Governo e lo Stato”. Il 21.4.1927 il maresciallo maggiore dei Cc di Clusone, Cesare Faini, in un rapporto alla Questura di Bergamo ridimensiona la ‘pericolosità’ politica di Babaglioni, perché “i fascisti stessi non lo considerano un elemento capace di dimostrare le sue idee in pubblico e tampoco fare proseliti, e, data la sua età difficilmente procurerà delle sorprese anche perché non di animo cattivo”. Nel corso del 1933, insieme ad altri operai dello stabilimento Ilva, Babaglioni viene inviato a Roma per visitare la mostra della ‘Rivoluzione fascista’, ma al rientro dichiara di rimanere convinto delle proprie opinioni politiche. Il 4.8.1933 viene diffidato in Questura a Bergamo da Guido Masiero, commissario di Ps. Il giorno dopo, 5.8.1933, nel rapporto spedito dal capitano dei Cc di Bergamo Luigi Anguissola alla Questura, non solo il capitano Anguissola esprime un giudizio molto diverso da quello del collega di Clusone sopra citato, ma mostra di ignorare che la diffida da lui proposta per Babaglioni è già stata inflitta il giorno prima: “tutti i Babaglioni sono dotati di una scaltrezza non comune ed a questo si deve se sono riusciti a sfuggire sempre ai rigori della giustizia, conservandosi incensurati. I medesimi si allontanano con frequenza da Lovere per recarsi nei paesi limitrofi ove di ritiene che cerchino tenere delle adunanze clandestine con altri sovversivi di quei luoghi, e sui quali il Babaglioni Antonio ha molta ascendenza. Non avendo questo Comando elementi sufficienti per procedere a loro carico si propone che i medesimi vengano diffidati a termini di legge”. Radiato il 22.11.1934. (G. Mangini, R. Vittori)