Avogadro Davide Carlo
Carlo
bracciante
operaio
“Nego in modo assoluto che durante la mia residenza in Francia abbia frequentato ambienti antifascisti od abbia avvicinato connazionali he praticassero teorie sovversive. Conosco di vista il suonatore ambulante di chitarra Sonzogni Francesco da Sant’Antonio, ma poche volte ho avuto occasione di avvicinarlo, né lo cercavo data la scarsa stima che egli godeva fra i connazionali e presso i francesi.Non ricordo di aver conosciuto il Sonzogni Battista, invece mi incontrai con il carminati Battista, quando fece ritorno in Francia e dal quale seppi che uno di noi fratelli Avogadro, era stato dal suonatore denunziato alle Autorità Italiane come antifascista. Ignoro completamente l’episodio di violenza che si sarebbe verificato nel cantiere dell’impresa Chaumeton e Guyonnet; invece so che nel caffè frequentato dal Sonzogni Francesco succedevano spesso baruffe tra italiani e francesi e spesso il suonatore teneva per questi ultimi, anche per un solo bicchiere di vino. Non ho mai fatto politica anti-italiana e mi sono sempre comportato da buon italiano; ho soggiornato in Francia dal 1925, ma ogni anno sono rimpatriato per congedo stagionale per il desiderio del mio paese; non ho mai letto i giornali e i libelli dei fuorusciti, ma ero abbonato alla «Buona parola» della Missione Italiana”. In realtà, i due fratelli Avogadro vengono scarcerati l’1.2.1941 dopo una breve inchiesta della Questura di Bergamo e il 18.2.1941 viene disposta anche la revoca dell’iscrizione in RF. Infatti, il fascio di Zogno si è attivato subito per interrogare i numerosi emigrati della zona, come di consueto rientrati in patria dall’Alta Savoia per il periodo invernale. Tutti gli interrogati, a proposito di Davide Avogadro, ne forniscono valutazione positive di ottimo lavoratore e buon italiano, escludendo simpatie antifasciste e sottolineando la sua iscrizione ai sindacati cattolici. La ragione della scarcerazione emerge anche da uno scambio di lettere tra il segretario politico fascista di Bergamo e la Questura. Il 7.4.1941 il segretario federale del Pnf di Bergamo, con una lettera ufficiale ma riservata, chiede alla Questura di Bergamo le ragioni dell’arresto e della detenzione dei fratelli Avogadro. La risposta della Questura è del 10.4.1941: “I suddetti all’atto del loro ingresso nel Regno vennero arrestati e tradotti a Bergamo a disposizione di quest’ufficio che li sottopose ad un minuzioso interrogatorio dal quale risultò l’infondatezza dell’accusa fattagli dai connazionali Sonzogni e Carminati di Brembilla. Di fatto interrogato il Sonzogni Giovan Battista, costui ha asserito che ebbe a denunciare il comportamento dei fratelli Avogadro al R. Agente Consolare in Modane, non perché lo abbia veduto fra i dimostranti che si opponevano alla presenza di esso Sonzogni, del fratello Francesco e del Carminati Battista nel cantiere di Scionzier, ma perché i loro nomi gli vennero indicati da operai francesi”. Nel fascicolo è conservato un piccolo volantino:
«ODIA GL’INGLESI. “Gli eventi vissuti in questi mesi esasperano la nostra volontà e devono accentuare contro il nemico quell’dio freddo, cosciente, implacabile, odio radicato in ogni cuore, diffuso in ogni casa, che è un elemento indispensabile per la vittoria”. Mussolini». Cpc, b. 220, 1939-1941. (G. Mangini, R. Vittori)
San Pellegrino
Lombardia
Italia
frazione Piazzo Alto
(1903 – 1925)
Scionzier
Alvernia-Rodano-Alpi
Francia
(1925 – )
1939
– 1939
Viene denunciato insieme al fratello Giuseppe come accanito antifascista da parte di due emigranti di Brembilla, Sonzogni e Carminati.
(1940/12/20 – )
Arrestato al confine franco-italiano a Bardonecchia, scarcerato a Bergamo l’1.2.1941.
volantino
(Testo anti-inglese.)
Busta
220,
Fascicolo