Trapletti Pietro

Trapletti Pietro Giovanni

Busta
115
Fascicolo
3478
Primo estremo
1928
Secondo estremo
1942
Cognome
Trapletti
Nome
Pietro
Altri nomi

Giovanni

Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1903/09/06
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione

bracciante

Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Cenate Sotto (Bg) il 6.9.1903, bracciante, socialista. Verso la mezzanotte di domenica 14.1.1923 alcuni giovani staccano la bandiera italiana esposta al municipio di Cenate Sotto, la lacerano in vari pezzi che poi gettano lungo le vie dell’abitato del paese. Il fatto viene denunciato ai Cc di Trescore Balneario dal vice-sindaco di Cenate Sotto, il ragionier Vittorio Uberti, nel pomeriggio del giorno successivo. Nel loro verbale del 16.1.1923 indirizzato al vice-commissario di Ps Filippo Lo Turco, il carabiniere a piedi Antonio Poeta e il brigadiere a piedi Battista Cocca scrivono che “qualcuno che non fu possibile identificare sparse la voce che autori erano tali” Trapletti Giovanni, insieme a Giuseppe Testa (di Giovanni, 25 anni) e a Giovanni Ghilardi (di Giacomo, 19 anni), tutti e tre di Cenate Sotto, “i quali furono visti nella notte tutti e tre a circolare per Cenate, sino a tarda ora della notte”. Pertanto, prosegue il verbale dei Cc, “abbiamo perciò fatto ricerche dei suddetti che però non potemmo rintracciare neppure al loro domicilio essendosi i medesimi dati alla latitanza rendendosi irreperibili. La loro latitanza sta a dimostrare come autori del reato suddetto siano effettivamente i prefati individui, poiché è tale anche la voce pubblica”. Su questa base, i tre vengono denunciati al pretore del mandamento di Trescore Balneario (Bg) per rispondere del reato previsto dall’art. 115 del Codice Penale di vilipendio della bandiera nazionale. Il 14.1.1925 il Tribunale di Bergamo condanna Trapletti a 75 giorni di carcere per vilipendio della bandiera nazionale, poi condonati. Il 20.2.1929 il pretore di Chiavari lo assolve per mancanza di querela dal reato di danneggiamento. Emigra in Francia con regolare passaporto rilasciato dalla stazione dei Cc di Trescore Balneario nel novembre 1929. Forse si è sposato con una francese. Il 6.5.1936 il Cpc informa il prefetto di Bergamo che, con nota del 23.4.1936, l’Ambasciata italiana a Parigi, pur avendo fatto ricerche di Trapletti presso un indirizzo segnalato, nel comune di Livry Gargan, rue Firmin Didot 90, presso Parigi, non ne ha trovato tracce. Nel febbraio 1937 il suo nome è incluso nella lista dei ‘sovversivi irreperibili’ della provincia di Bergamo. Il 2.5.1942 il Ministero dell’Interno comunica al Ministero degli Affari Esteri e alla Prefettura di Bergamo che nulla osta al rinnovo e all’estensione della validità del passaporto valido per la Germania di Trapletti “qualora il comportamento politico attuale di lui non sia riprovevole”. Cpc, b. 5196, fasc. 086866, 1935-1942. (G. Mangini)
Familiari
Trapletti Giovanni

(padre)

Beretta Carola

(madre)

Luoghi di residenza

Cenate Sotto

Lombardia

Italia

(1903 – 1929)


Francia

(1929 – ?)

Fatti notevoli

1923/01/14

Verso la mezzanotte di domenica 14.1.1923, insieme ad altri, Trapletti stacca la bandiera italiana esposta al municipio di Cenate Sotto, la lacera in vari pezzi che poi getta lungo le vie dell’abitato del paese.

Sanzioni subite
carcere

(1925/01/14 – )

Condanna a 75 giorni di carcere, poi condonati.

Relaz. con altri soggetti
Testa Giuseppe

(antifascista)

Ghilardi Giovanni

(antifascista)

In rubrica di frontiera
In bollettino ricerche
Esclusione dallo schedario
no
Altre fonti archivistiche
(ACS-CPC) Archivio centrale dello Stato (Roma), Casellario Politico Centrale

Busta

5196,

Fascicolo

086866

Pubblicato in 1921-1930, Anagrafe sovversivi, bracciante, Busta 115, Carcere, Cenate Sotto (Bg), Condanna, Emigranti, Esclusione dallo schedario: no, Genere maschile, In Bollettino ricerche: sì, In Rubrica di frontiera: sì, licenza elementare, socialista.