Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Borgo San Martino (Al) il 23.3.1887. Sposato con Adele Onesti (n. Vidigulfo (Pv) il 23.6.1889), è padre di Celestina, Erminia ed Evasio. Ha un fratello, Camillo, il quale nel 1931 risiede a Rovellasca (Co) dove lavora come Capo stazione FF.SS. Scarrone presta servizio militare a Casale Monferrato (matricola n° 18631). Nel periodo successivo alla prima guerra mondiale è fervente comunista ed attivo propagandista, probabilmente a Milano. Dal 1919 è a Barletta come segretario della locale CdL e dove è ancora presente nel 1921, dato che nel pomeriggio di sabato 16.4.1921 riceve alla stazione l’onorevole socialista Arturo Vella, proveniente da Bari. Dal novembre 1926 risiede a Varese, da dove si allontana nel marzo 1927. Il 1.6.1929 si trasferisce da Milano in via degli Imbriani 35, poi a Castione della Presolana (Bg). Nel marzo 1930 con la famiglia si trasferisce a Gazzaniga (Bg) dove la moglie gestisce l’Albergo Orobia, di proprietà di Ines Oprandi di Castione della Presolana. Con passaporto rilasciato dalla Questura di Bergamo il 22.8.1930, da Gazzaniga emigra in Francia, dove lavora come manovale, assunto dall’impresa edile “L’Hirondelle” diretta da Emanuel Vivien, nel IV arrondissement di Parigi. Nel gennaio 1931 lo raggiunge la figlia Celestina con regolare passaporto e nell’aprile 1931 anche la moglie e i figli Erminia ed Evasio. Nel 1932 è segnalato dall’Ambasciata d’Italia a Parigi come comunista e per questo iscritto in RF. In seguito all’entrata in guerra dell’Italia contro la Francia nel giugno 1940, la situazione di Scarrone, che risiede a Gagny (Seine-et-Oise), si fa difficile, perché è sottoposto a maltrattamenti da parte dei vicini di casa in quanto italiano. Per questo il 27.10.1940 chiede al fascio di Parigi l’iscrizione al Pnf quale ex combattente, inoltre prepara il rimpatrio chiedendone il permesso al Consolato italiano di Parigi. Il territorio di Gagny, dove Scarrone risiede, è però sotto la diretta occupazione nazista, e Felice Orlandini, Vice-Console italiano di Parigi, il 7.11.1940 scrive alla ‘Kommandantur’ tedesca di Gagny per avere il permesso di rimpatriare definitivamente Scarrone. Nel fascicolo è conservata, con la stessa data, una lettera di Scarrone al Consolato Generale d’Italia, nella quale l’autore ricostruisce la sua situazione e e le vessazioni subite, cioè i motivi della richiesta di rientro in Italia. Il 24.11.1940, con la moglie e il figlio Evasio, Scarrone passa il valico di Bardonecchia diretto a Gazzaniga. In realtà i tre si fermano a Bergamo, dove giungono il 25.11.1940 alloggiando presso Daminelli in via Pignolo 31. Nell’agosto 1941 e nel dicembre 1941 è in Germania per lavoro con regolare passaporto, richiesto dall’Unione provinciale dei Sindacati dell’Industria di Bergamo e rilasciato nel giugno 1941 dalla Questura di Bergamo. Nel maggio-giugno 1944 lavora come cuoco all’Opera Nazionale Balilla di Bergamo. Negli anni successivi risiede a Bergamo in via Pignolo 31 e nella stessa via sua figlia celestina gestisce una macelleria con il marito. Il 30/10/1969 vine insignito del titolo di cavaliere dell’ordine di Vittorio Veneto. Muore a Bergamo il 5/12/ 1978. Ringrazio il pronipote di F. Scarrone, il Sig. Jean-François Mallozzi, per le preziose informazioni biografiche fornite (G. Mangini)