Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Clusone (Bg) il 30.12.1905, operaio sulle linee ferroviarie, antifascista. Dopo essere stato in Francia, a Sannois (dipartimento Val-d’Oise, regione Île-de-France) con il fratello Luigi, rientra in Italia nel 1939 per lavorare come capo operaio nella tenuta Polidoro di Roma. Tra l’agosto e il settembre 1939 scrive una lettera al fratello Luigi, ancora in Francia, in cui si dichiara pentito di aver lasciato Sannois, lamentando una condizione di vita e di lavoro molto diversa da quella che si aspettava: “qui bisogna essere sempre con la mano in alto, sempre parlare bene del Duce che se potrei bruciarli tutti (..) poi siamo malvisti in queste selve noialtri – essi sono peggio che i salvatici – altro che prendere l’Abissinia – doveva prima struire questi che se vedessi la mattina quando vengono sul lavoro né vestiti né nudi – fanno pietà – sortano di queste capanne peggio che le bestie che appena ti vedono saluto al Duce dicono”. La lettera è intercettata controllata e Savoldelli, portato in Prefettura a Roma, viene interrogato. Ammette di essersi lamentato perché il lavoro in Italia è più faticoso e meno pagato che in Francia. Il 23.9.1939 la Commissione Provinciale di Roma per l’assegnazione al confino di polizia lo condanna per 5 anni al confino perché ‘si è espresso in modi irriguardosi verso il regime propalando notizie disfattistiche’. La Commissione è composta dal prefetto Rosario Speciale (che il 1° agosto 1943 verrà nominato dal governo Badoglio prefetto per la provincia di Reggio Calabria e che le autorità militari alleate, all’indomani dello sbarco, mantengono al suo posto fino al gennaio 1944 anche se di fatto esautorato, mentre il questore e il capo di gabinetto della Prefettura vengono arrestati), dal procuratore del re Luigi Granata, dal questore Mario Lener (funzionario statale tra gli autori dell’inchiesta giudiziaria, nel 1924, sui responsabili del delitto Matteotti), dal colonnello dei Cc Giuseppe Natale, dal console della Mvsn Giosué Gangemi e dal commissario aggiunto Alfonso Buonanno. Inviato a Calopezzati (Cs), la pena è ridotta in appello a 1 anno e il 31.8.1940 è liberato. Giunto a Roma, viene diffidato e rimpatriato a Clusone. Nel fascicolo sono conservate sue fotografie in doppia e tripla posa, scattate a Roma il 25.9.1939. Sono conservate anche le sue impronte digitali. Cpc, b. 4636, fasc. 139213, 1939-1940. (G. Mangini)