Rubini Angelo Giacomo
Giacomo
lattoniere
“Ill.mo Sig.r Prefetto di Bergamo. Essendo stato invitato in Codesto Comune per la tessera Circolazione con fotografia (Come sospetto e pericoloso) prego la S.V. Ill.ma a voler fare una inchiesta sul mio riguardo nel passato e presente. Le informazioni migliori le potrà avere dalle migliori personalità del paese molto in vista di più poi da persone che militano nel Partito Fascista di Romano. La popolazione mi stima e mi vuol bene anche pur sapendo che sono sempre stato socialista. Sono sicuro che la S.V. Ill.ma vorrà prendere a cuore questa mia domanda esaudendola più presto possibile. Con profonda stima e rispetto infiniti ringraziamenti Rubini Angelo”.
Il Prefetto chiede subito informazioni in proposito ai Cc di Treviglio, dai quali dipende la zona di Romano di Lombardia. Questi, a firma del capitano Salvatore Capozzi, rispondono il 17.3.1927 osservando che Rubini continua ad essere socialista, a Romano di Lombardia frequenta altri socialisti e in particolare l’avvocato Angelo Masneri, manifesta anche pubblicamente la sua posizione politica socialista frequentando anche i socialisti dei paesi vicini, pertanto “egli dev’essere sorvegliato continuamente, siccome elemento pericoloso per l’ordine nazionale”. Agli inizi del gennaio 1931, per il periodico controllo della situazione dei singoli ‘sovversivi’, la Questura di Bergamo chiede notizie di Rubini al comandante della stazione dei Cc di Romano di Lombardia, il maresciallo maggiore a piedi Lodovico Bearzi, da poco insediatosi. Questi risponde il 19.1.1931dicendo che non risultano rilievi in proposito, tuttavia aggiunge che “per potere esprimere un equo e sereno giudizio in merito, lo scrivente, che è nuovo dell’ambiente, abbisogna di meglio conoscere il Rubini, epperciò prega ripetere, fra qualche mese, la richiesta”. Lo stesso maresciallo Bearzi, senza bisogno di essere sollecitato in tal senso, il successivo 23.4.1931 scrive alla Questura di Bergamo osservando che Rubini “è assolutamente innocuo dal lato politico e che moralmente è un galantuomo. Egli ha professato idee socialiste, però non fu mai un violento, e mai commise azioni riprovevoli. Da qualche anno si è appartato dalla politica, gode stima e fiducia in tutti i campi, non si mette contro il regime e non si presta a mene sovversive”. Radiato nel 1933. (G. Mangini)
(padre)
Nato nel 1841, conciapelli.
(madre)
Nata nel 1843.
(fratello)
Nato morto a Romano di Lombardia il 6.8.1877.
(sorella)
Nata a Romano di Lombardia il 31.8.1880.
(sorella)
Nata a Romano di Lombardia il 25.2.1883, morta il 27.2.1883.
Romano di Lombardia
Lombardia
Italia
via N. Sauro 1
1912
– 1912
Nel 1912 viene segnalato come uno dei principali componenti del Circolo Federico Maironi di Romano di Lombardia.