Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Brembate (Bg) il 21.11.1876, scalpellino. Emigrato in Svizzera nel 1893, il 16.11.1898 si sposa a Velthe con Matilde Giordano (di Sebastiano). Nel maggio 1905 i Cc di Bergamo riferiscono al prefetto che Rampinelli, con tutta la famiglia, è socialista. Nel 1906 risiede a Sankt Margrethen (San Gallo, Svizzera), nel 1909 rientra a Brembate ma nel 1911 torna in Svizzera senza più tornare in Italia e dal 1912 vive con la famiglia a Sciaffusa. Assegnato alla classe 1877 per la mobilitazione, il 28.2.1917 è dichiarato disertore per non aver risposto alla chiamata alle armi, il 31.12.1917 è denunciato al Tribunale Militare di Milano. Il 16.12.1919 si costituisce al Consolato d’Italia a Zurigo e il 18.2.1921 condannato a 10 anni di prigione militare con la condizionale. Tuttavia, il 17.3.1921 viene riformato “in seguito a rassegna per debolezza di costituzione ed atrofia dell’arto inferiore sinistro” dall’Ospedale Militare di Brescia, il 30.3.1921 gli viene rilasciato il congedo assoluto. Iscritto in RF n° 3798 nel 1929. Nell’ottobre 1932 il Consolato italiano afferma che nel passato è stato anarchico, ma a Sciaffusa non ha mai svolto attività, solo quando beve manifesta idee antifasciste. Il 5.7.1932 il Cpc scrive al prefetto di Bergamo e al Console d’Italia a Zurigo che “la condotta morale e politica del Rampinelli non ha mai dato luogo a rimarchi, anzi egli si è sempre mostrato un buon connazionale di fronte al Regime Fascista. Egli crede però che qualcuno per odio, abbia scritto al proprio comune ed alle autorità di frontiera facendolo passare per anarchico, ciò che non corrisponde al vero. Infatti la “Libera Stampa” di mesi fa portava una lista di connazionali segnalati al confine, fra i quali vi era anche il Rampinelli”. Nell’agosto 1939 è a Zurigo, Brotgasse 4 e conduce vita ritirata. Nella nota del 9.8.1939 del Cpc al prefetto di Bergamo, si dice che “si ha motivo però di ritenere che nutra una certa simpatia per il Fascismo in vista delle sue realizzazioni in tutti i campi; eppertanto può venire attualmente definito, dal punto di vista politico e patriottico un italiano corretto e di buon sentimenti”. Muore a Zurigo il 4.11.1940. Cpc, b. 4219, 1931-1940. (G. Mangini)