Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Misano Gera d’Adda (Bg) il 25.8.1880, sospetto politico, contadino, incensurato. Ha compiuto il servizio militare e la prima guerra mondiale, congedandosi come sergente di artiglieria. Non è iscritto al Pnf. Nel 1923 emigra in Francia con la moglie Maria Teresa Schiavini, sposata a Misano il 18.9.1904, e i figli Alfredo (n. 1907), Rosa (n. 1908), Giosuè (n. 1914), Ernesto (n. 1916), Giuseppina (n. 1920) e Giacoma Maria (n. 1923). Nei documenti conservati nel fascicolo non viene citata la località di residenza in Francia. Rientrato in Italia nel dicembre 1940 con la moglie e la figlia minore (gli altri figli sono rimasti in Francia, ormai sposati), la sera del 13.7.1941, “in stato di avanzata ubriachezza”, in via Roma a Misano ripete ad alta voce: ‘” tedeschi avanzano in Russia, ma come ha fatto Napoleone troveranno la mosca nera e dovranno ritirarsi”. Udito dalla segretaria del fascio femminile di Misano, Luigina Fugazzola (n. a Misano il 24.2.1897, sposata Carioni) che lo redarguisce, si allontana. Il giorno dopo, 14.7.1941, ancora ubriaco, nella trattoria di Dante Giuseppe Amigoni a Misano Gera d’Adda ripete le stesse parole. Invitato a tacere dall’esercente, ribatte: “In Italia, dove si parla di schiavitù inglese nelle Indie, non si è neppure liberi di esprimere le proprie idee. Sono stato 17 anni in esilio volontario, ma ci tornerei piuttosto che vivere in tale modo”. Dopo tali parole, viene cacciato dal locale da Giorgio Fugazzola, segretario reggente del fascio locale, che lo prende anche a schiaffi. La segretaria del fascio femminile il 21.7.1941 rilascia la sua testimonianza sull’accaduto al commissario di Ps Francesco Giongo, lo stesso vale per Amigoni e per il Pezzetti medesimo, che viene arrestato lo stesso 21.7.1941 dai Cc di Caravaggio, maresciallo maggiore Carlo Roscio e carabiniere Angelo Brenna e incarcerato a Treviglio. Interrogato, dice di non ricordare nulla a causa dell’ubriachezza. Il questore di Bergamo l’1.9.1941, nel suo rapporto al prefetto, scrive che Pezzetti ha fatto dichiarazioni “di marca tendenziosa e disfattista” sulla guerra dell’Asse contro il bolscevismo, proponendo per lui l’ammonizione, che infatti gli viene inflitta dalla Commissione Provinciale il 9.9.1941. Inoltre, tutte le domeniche deve presentarsi all’ufficio di Ps e ad ogni richiesta dell’autorità di Ps, non deve rincasare la sera dopo le 20 e non deve uscire di casa la mattina prima dell’alba. Il 29.11.1942 è prosciolto dall’ammonizione in occasione del ventennale della marcia su Roma. Cpc, b. 3919, 1941-1941. (G. Mangini)