Oberti Giovanni Santo




Santo
operaio
Oberti Clemente
(padre)
Nato nel 1877, manovale.
Capelli Maria
(madre)
Contadina
Perico Carmela
(moglie)
Bergamo
Lombardia
Italia
via Fara 9
(1900 – )
Bergamo
Lombardia
Italia
via Salvecchio 13
Bergamo
Lombardia
Italia
via Borgo Canale 9
Bergamo
Lombardia
Italia
via Tassis 3
1923/02
– 1923/05/16
Arrestato agli inizi del febbraio 1923, insieme ad altri, “per la trama comunista”, scarcerato il 16.5.1923
perquisizione
(1925/08/24 – )
il 24.8.1925 i Carabinieri perquisiscono la sua abitazione di via Fara 9, e trovano 15 fascicoli di uno stampato sulla morte di Matteotti, una fotografia di Matteotti ed una copia dell’«Avanti», il materiale viene sequestrato ma non c’è traccia nel fascicolo.
Ferrari Amedeo
ACS, Cpc, b. 2012
carta d’identità
(Cartellino della carta d’identità con fotografia del 1928)
tessera di partito
(tessera del Partito Comunista d’Italia – Sezione di Bergamo, n. 426, dell’anno 1922, firmata dal titolare e dal segretario della Sezione Angelo Foppa, pagata fino al mese di luglio compreso)
corrispondenza
(Lettera autografa di Oberti, con busta e indirizzo, scritta a lapis e indirizzata a “Al Sig. Ferrari Amedeo – (Presso Club Risveglio) Ristorante Selemino – via G. Quarenghi – Bergamo”, mittente “Giovanni Oberti – via Fara 9 – Bergamo”; così scrive Oberti:
“Bergamo 20 – 8 – 23
Spett.li Soci del Circolo Comunista Bergamo
Carissimi amici (perché compagni mi è proibito chiamarvi).
Leggo nell’Avanti! un trafiletto che mi porta a conoscenza della mia espulsione dal PCI perché (secondo voi) nel tempo della mia detenzione avrei fatto delle istanze che non fanno onore a uomini aderenti al PCI.
Senza voler entrare nel merito della questione generale, io però mi sento in dovere di difendermi da accuse vili e inesistenti, ma specialmente più vili perché chi ha accusato e chi ha condannato hanno agito in base a sospetti creatisi collo stato d’animo che è comune a chi si trova in carcere, e perché non hanno avuto il coraggio o non hanno sentito il dovere di chiamare davanti a sé l’accusato.
Voi avete agito in seguito a delle voci le quali (in malafede perché non credo in buona) dicevano che io abbia scritto ai fascisti perché si interessassero per la mia liberazione, ciò è assolutamente falso, e spudoratezze simili, dei comunisti non dovrebbero divulgare, se non sicuri del fatto.
Tutti sanno che io sono alle dipendenze della Ditta Suardo e Capuani, ora io a questa ditta ero in credito per l’importo di 6 giornate di lavoro e cioè dal giorno 1 febbraio al giorno 7 vigiglia (sic) del mio arresto.
Siccome le giornate non volevano pagarle a mia moglie io mi sono sentito in dovere di scrivere all’avv. Suardo (amministratore) affinché saldasse il mio avere a mia moglie. Da questa lettera che è uscita dal carcere col nome dell’avv. Suardo si sono fatti i più svariati e stupidi sospetti, ad avvalorare ciò io credo che basti il fatto che mio difensore era l’avv. Pezzotta che è come tutti sanno un popolare. Ora se ad avere un difensore che non è del nostro partito è un reato che porta all’espulsione dal Partito io mi domando allora perché non si è espulsi chi ha avuto per difensore un uomo che fu e che sarà sempre un nemico giurato del Comunismo.
Ora termino perché avrete capito abbastanza e malgrado tutto io sarò sempre un Comunista.
Viva la Rivoluzione Sociale. Viva il Comunismo.
Abbiatemi se non come compagno almeno come un seguace.
Giovanni Oberti
via Fara 9 Bergamo”
)