Massironi Camillo Daniele

Daniele
falegname
“tutti e quattro mi vennero incontro con insulti e nello stesso tempo mi invitarono a seguirli in aperta campagna dichiarando he avrebbero avuto dei conti da regolare con me. Dato he io mi rifiutai di seguirli gridarono ad alta voce che avrebbero atteso un’altra occasione per acciuffarmi. Di questi quattro malviventi, ho potuto identificare precisamente un certo Massironi residente con la famiglia a Saulnes, ma espulso dal territorio francese per vagabondaggio e, a quanto pare, vive tuttora con i famigliari trafficando di contrabbando. Ultimamente ha scontato un mese nelle carceri di Briey per espatrio clandestino”.
L’agente consolare di Longwy, poi, riferisce altre informazioni comunicate in un secondo momento dal fiduciario fascista, e cioè che nei 4 componenti del gruppo erano presenti anche altri due fratelli Massironi, uno renitente alla leva in Italia, un altro che ha svolto il servizio militare in Francia, mentre Camillo Massironi è rientrato in Italia il 20.11.1935: partito da Saulnes con una donna francese sposata e madre di 3 bambini, l’ha abbandonata a Strasburgo priva di mezzi dopo averle sottratto tutto il denaro che aveva con sé, circa 400 franchi. Massironi avrebbe poi scritto ai fratelli, rimasti a Saulnes, la sua intenzione di arruolarsi volontario per l’Africa Orientale. Tra il 1934 e il 1935 esce ed entra clandestinamente dalla Francia due o tre volte, l’ultima delle quali nascosto tra le ruote di un vagone ferroviario: scoperto, viene processato e condannato a 30 giorni di prigione. I due fratelli di Massironi nel frattempo hanno continuato a passare di notte davanti all’abitazione del fiduciario fascista insultandolo e minacciandolo. In un successivo rapporto del Consolato generale di Nancy dell’11.3.1936, si informa che uno dei fratelli di Camillo Massironi si chiama Guglielmo, vive a Saulnes in rue Francois Raty 11 e lavora come manovale nell’officina ‘Providence’ a Réhon e, avendo mantenuto la cittadinanza italiana, è renitente alla leva. Il 15.12.1935, quando Camillo è già in Italia, Guglielmo insieme all’altro fratello di cittadinanza francese, davanti alla casa di Carlo Micheletti a Saulnes, ricettatore dei Massironi, spara alcuni colpi di pistola convinti di essere inseguiti dai doganieri francesi. Il 24.8.1936 Camillo Massironi esce dal carcere di Breno (Bs) e subito dopo a Bergamo viene arrestato per furto di bicicletta, quindi rinchiuso nelle carceri locali il 3.10.1936 e, dal 27.10.1936, trasferito alle carceri di Sondrio. Morto all’ospedale di Bergamo il 3.12.1938, per cause imprecisate. Nel fascicolo è conservata una sua foto segnaletica in doppia posa. (G. Mangini)
(padre)
(madre)
Francia
Pedrengo
Lombardia
Italia
Bergamo
Lombardia
Italia
Opera Bonomelli
La sera del 29.10.1935, insieme ai fratelli e ad un amico, minaccia il fiduciario fascista di Saulnes, in Francia.
( – 1936/08/24)
Esce dal carcere di Breno (Bs) il 24.8.1936
(1936/10/03 – )
A Bergamo viene arrestato per furto di bicicletta e rinchiuso nelle carceri locali il 3.10.1936
(sovversivo)
foto segnaletica polizia
(fotografia segnaletica in doppia posa)