Lorenzi Antonio

Lorenzi Antonio

Busta
64
Fascicolo
1906
Primo estremo
1931
Secondo estremo
1933
Cognome
Lorenzi
Nome
Antonio
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1902/05/31
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione

bracciante

Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a San Paolo d’Argon (Bg) il 31.5.1902, bracciante, sospetto antifascista. Espatria in Francia per lavoro nel 1923 con regolare passaporto. Nel 1928 è ad Herserange (Meurthe-et-Moselle, Grand Est), poi si sposta nel Lussemburgo meridionale, ad Esch-sur-Alzette, dove rimane dal 17.9.1928 al 4.4.1929, quando si trasferisce in Belgio, dove rimane dall’aprile all’ottobre 1929 ad Athus (dipartimento di Aubange, regione Vallonia, al confine con Francia e Lussemburgo). Nel marzo 1931 viene fermato a Bardonecchia proveniente dalla Francia privo di passaporto, rimpatriato da Nancy dal locale Consolato con la spesa di 44 lire, che poi gli vengono addebitate in Italia come rimborso. L’1.4.1931 il Ministero dell’Interno segnala alla Prefettura di Bergamo e ai Cc di Trescore Balneario (Bg) che Lorenzi, sulla base di segnalazioni da parte di informatori al servizio delle autorità diplomatiche fasciste, è sospettato di aver frequentato riunioni comuniste durante il soggiorno in Lussemburgo, tuttavia “sembra che si tratti di un deficiente e che in Italia sia stato condannato per furti. Pregasi non esperire controlli nel Belgio”. Già il 12.4.1931 i Cc di Trescore informano la Questura di Bergamo che Lorenzi lavora saltuariamente nelle campagne, proprio come durante il suo soggiorno all’estero, e che i suoi precedenti penali in Italia prima dell’emigrazione in Italia si limitano ad una denuncia per un piccolo furto di legna. Inoltre, non si è mai interessato di politica e i fascisti locali e la stessa popolazione “lo ritengono persona innocua ma non deficiente”. Il 6.5.1931 la Questura di Bergamo si rivolge al podestà di Cenate d’Argon (Bg) e all’ufficio passaporti perché, in caso di sua rinnovata domanda di espatrio, non venga concesso a Lorenzi né il visto per l’espatrio né il nulla osta per il passaporto senza una speciale autorizzazione da parte del Ministero degli Esteri. Viene inoltre richiesto il rimborso delle spese del rimpatrio dopo aver accertato le reali condizioni economiche di Lorenzi. Il 29.7.1933 i Cc di Trescore informano la Questura che Lorenzi lavora come bracciante, è di condotta regolare e indifferente alle vicende politiche. Pur non essendosi ravvicinato regime, i Cc ritengono si possa radiare dallo schedario dei sovversivi. Radiato il 31.12.1933. Un fascicolo a suo nome è conservato in ACS, fondo ‘Polizia Politica’, b. 732. (G. Mangini, R. Vittori)
Familiari
Lorenzi Luigi

(padre)

Nato nel 1861, contadino.

Signorelli Teresa

(madre)

Nata nel 1866, contadina.

Lorenzi Giacomo Antonio

(fratello)

Nato a San Paolo d’Argon il 18.8.1891, morto il 4.12.1898.

Lorenzi Caterina Lucia

(sorella)

Nata a San Paolo d’Argon il 13.6.1893.

Lorenzi Luigia Giulia

(sorella)

Nata a San Paolo d’Argon il 3.7.1896.

Lorenzi Pierina

(sorella)

Nata a San Paolo d’Argon il 21.5.1898, morta il 9.6.1898.

Lorenzi Antonio

(fratello)

Nato a San Paolo d’Argon il 5.8.1900.

Luoghi di residenza

San Paolo d’Argon

Lombardia

Italia

(1902 – 1923)


Herserange

Grand Est

Francia

(1923 – 1928)


Esch-sur-Alzette

Lussemburgo

(1928/09/17 – 1929/04/04)


Athus

Vallonia

Belgio

(1929 – 1929)


Francia

(1929 – 1931)


Cenate d’Argon

Lombardia

Italia

(1931 – ?)

Fatti notevoli

1928

Sospettato di aver frequentato riunioni comuniste durante il soggiorno in Lussemburgo nel 1928

Esclusione dallo schedario
Data di esclusione
31.12.1933
Pubblicato in 1931-1940, Anagrafe sovversivi, bracciante, Busta 64, Condanna, Denuncia, Emigranti, Esclusione dallo schedario: sì, Escluso nel 1933, Genere maschile, licenza elementare, San Paolo d'Argon (Bg), Sospetto, sospetto antifascista.