Fanoli Pietro

Fanoli Pietro

Busta
41
Fascicolo
1260
Primo estremo
1938
Secondo estremo
1939
Cognome
Fanoli
Nome
Pietro
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1898/10/28
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione

operaio

Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Stradella (Pv) il 28.10.1898, antifascista. Sposato l’11.9.1927 a Lugagnano Val d’Arda (Pc) con Elena Rigolli, ha due figli. Ha partecipato alla prima guerra mondiale, congedato con il grado di sergente maggiore di artiglieria da montagna. Un suo fratello, Eugenio (nato nel 1900), disertore, pregiudicato e antifascista, viene ucciso da fascisti a Stradella nel 1921. E’ stato in Africa Orientale dal 12.5.1935 al 27.1.1936 come operaio presso la ditta Sicelp – Società Italiana Costruzioni Edili Lavori Pubblici nel cantiere della località di Dongollo superiore. Rientrato in Italia, lavora per la ditta Spada a Corteolona Po (Pv) e, dal 15.9.1936, si trova a Borgounito di Grone (Bg), località Acqua sparsa, come fuochista capo forno nello stabilimento della ditta Salcap – Società Anonima Lombarda Calce Adesiva Pozzi. Il 15.5.1938 al parroco di Grone, don Stefano Gatti, giunge una lettera anonima – che in un secondo momento verrà firmata dagli estensori – in cui ci si affida al sacerdote contro Fanoli, accusato di avere espresso drastiche posizioni antifasciste e antireligiose. La Questura di Bergamo avvia un’inchiesta sull’episodio, raccoglie numerose testimonianze, interroga lo stesso Fanoli e lo mette a confronto con i suoi accusatori. Secondo le deposizioni di alcuni operai, i cui verbali sono presenti nel fascicolo, nello stabilimento Fanoli svolge propaganda antifascista dicendo che, come testimonia il 24.5.1938 Angelo Flaccadori di Grone, “la Spagna rossa ci vorrebbe nella Bergamasca per togliere di giro tutti questi pretacci che vogliono mantenerci nell’ignoranza. Il Duce per stare al potere lascia comandare i preti. Il Duce si è fatto dei milioni rubandoli agli operai ed ha rovinato un popolo con le conquiste dell’Abissinia, perché laggiù non c’è altro che sassi e montagne e nulla risorse. Era meglio che i danari spesi per la conquista li faceva mangiare a noi operai perché laggiù in Abissinia è inutile andare”. Dello stesso contenuto sono le testimonianze di altri operai. Fermato lo stesso 24.5.1938, Fanoli viene portato in carcere il 25.5.1938 e viene effettuata anche una perquisizione domiciliare, senza esito. Tuttavia, l’inchiesta della Questura, conclusa in pochi giorni, fornisce al prefetto di Bergamo alcuni motivi di dubbio sulla consistenza delle accuse, tanto che la Prefettura già il 28.5.1938 invia un dettagliato rapporto al Ministero dell’Interno – Direzione Generale di Ps – Divisione Affari Generali Riservati – Sezione I, rilevando che “gli accertamenti esperiti in ordine all’attività sovversiva imputata al soprascritto, hanno portato a precisare circostanze che lasciano adito a dubitare della consistenza delle accuse. Il Fanoli è malvisto dalla maestranza del cantiere dove lavora perché invidiato per il posto di fiducia occupato, perché si attribuisce a lui il licenziamento di operai addetti al forno e perché, contrariamente alle abitudini religiosissime della popolazione del luogo, non frequentava le funzioni della Chiesa”. Diffidato il 5.6.1938. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)
Familiari
Fanoli Giovanni

(padre)

Quaroni Clementina

(madre)

Rigolli Elena

(moglie)

Sposata a Lugagnano Val d’Arda l’11.9.1927.

Fanoli Eugenio

(fratello)

Nato nel 1900, ucciso a Stradella dai fascisti nel 1921.

Luoghi di residenza

Stradella

Lombardia

Italia

(1898/10/28 – )


Dongollo

Etiopia

(1935/05/12 – 1936/01/27)


Borgounito di Grone

Lombardia

Italia

(1936 – )

Fatti notevoli

1938/05

Accusato di propaganda antifascista e offese al capo del Governo in una lettera anonima indirizzata al parroco di Grone da alcuni suoi colleghi di lavoro.

Sanzioni subite
diffida

(1938/06/05 – )

In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Pubblicato in 1931-1940, Anagrafe sovversivi, antifascista, Busta 41, Carcere, Diffida, Emigranti, Esclusione dallo schedario: no, Genere maschile, In Bollettino ricerche: no, In Rubrica di frontiera: no, licenza elementare, operaio, Perquisizione, Stradella (Pv).