Castelli Alceo

Castelli Alceo Ferruccio

Busta
29
Fascicolo
874
Primo estremo
1920
Secondo estremo
1941
Cognome
Castelli
Nome
Alceo
Altri nomi

Ferruccio

Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1893/02/04
Livello di istruzione
diploma
Professione

ragioniere

Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo il 4.2.1893, ragioniere, domiciliato prima in via Pitentino 28, e dal 13.5.1926 a Redona in una villetta nuova di sua proprietà, celibe, segnalato come sovversivo. Il 9.12.1920 il commissario di Ps Arnaldo De Franceschi invia una nota informativa alla Questura di Bergamo: “Da qualche tempo il Castelli dimostra di professare idee socialiste. S’accompagna con operai e con noti sovversivi; si fa notare in tutte le manifestazioni indette dalla locale ‘Camera del Lavoro’, che frequenta con assiduità; nella circostanza dello sciopero generale proclamatosi in Bergamo il 12 novembre 1920, il Castelli prese parte attiva. É risultato che era a capo di un gruppo di facinorosi che percosse l’Avv. Goltara Vittorio, per il che fu denunziato all’autorità giudiziaria. Il Castelli è un epilettico, e per tale infermità è da considerarsi pericoloso”. Costantemente sorvegliato, in una nota informativa della Questura del 3.2.1923 viene definito come “uno dei capi propagandisti, persona di azione pericolosissima”. Abbonato al giornale socialista «Avanti!», nell’aprile 1925 viene sorpreso in una riunione del circolo dei socialisti massimalisti di via Zambonate 23, poi chiuso. Nel giugno successivo Castelli viene arrestato “perché sorpreso a distribuire manifestini sovversivi stampati alla macchia, intitolati «I° “Signor Mussolini, avete imbavagliato la stampa ma la verità vi accusa, segue poi la trascrizione del memoriale di Filippelli”. = 2° “Per la libertà degli Italiani nel primo anniversario dell’assassinio di Giacomo Matteotti»”. Viene denunciato per vilipendio alle istituzioni dello Stato e incarcerato, ma poi rilasciato in libertà provvisoria. Una nota del 9.9.1927 dei Cc di Bergamo alla Questura comunica che Castelli risiede a Redona in viale Operai 9 bis e che con la famiglia si reca in villeggiatura a Cogne, in Val d’Aosta. Il 18.2.1928 i Cc di Bergamo trasmettono alla Questura questa nota informativa: “non è intervenuta nessuna variazione né consta abbia preso parte a manifestazioni di parte o comunque mantenuto condotta avversa al fascismo. Non offre grado di pericolosità ed attualmente non lavora essendo malandato in salute e affetto da lieve forma di pazzia. È ancora celibe ed incensurato, e non è munito di licenze o concessioni speciali della P.S. Personalmente è conosciuto dal Brigadiere a piedi Marongiu Giovanni della Stazione di Bergamo Alta. Connotati: Statura bassa – corp. snella – testa piccola – capelli biondi – occhi cerulei – andatura zoppicante – porta sempre il cappello basso e conserva quasi da pertutto un atteggiamento da scemo – colorito pallido fronte alta”. Il 5.11.1928 viene ricoverato d’urgenza in manicomio, da dove viene dimesso il 19.11.1928 successivo, affidato alla famiglia perché notevolmente migliorato. Il 6.7.1930 Castelli giunge ad Aosta per le vacanze presso il proprio cognato, dott. Francesco Elter, direttore delle Miniere della Società Anonima Nazionale Cogne. Una nota interna della Questura di Bergamo del 12.11.1934 rileva che “continua a mantenere regolare condotta morale e politica pur conservando sempre le sue idee politiche. Non è iscritto al P.N.F. e non ha dato prova di ravvedimento. É celibe, convive con la madre, è ragioniere professionista e possidente. Pertanto non si crede opportuno proporlo per la radiazione dallo schedario dei sovversivi”. Analoga osservazione viene fatta il 13.10.1941. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)
Familiari
Castelli Napoleone

(padre)

Nato a Cavriana (Mn) il 20.5.1859. Frequenta le scuole tecniche a Valeggio sul Mincio e ad Asti, frequenta inoltre l’Istituto tecnico e l’università a Padova, dove si laurea con il massimo dei voti in Matematica nel 1882. Insegna nel Ginnasio ad Albenga e a Sondrio. Promosso dal Ginnasio al Liceo, è trasferito a Chieti, dove fonda una Sezione del Club Alpino Italiano, della quale è segretario. Compie da solo l’ascesa al Gran Sasso d’Italia. Nel 1878 giunge a Bergamo, dove insegna Matematica al liceo classico ‘P. Sarpi’ e dove rimarrà sino alla morte. E’ socialista senza però iscrizione al partito. Diviene Presidente della Federazione Nazionale degli Insegnanti Medi, ed è anche Consigliere Comunale. Fa parte inoltre come amministratore della Lega Antialcoolica. Muore a Bergamo il 1° luglio 1918.

Calvi Angelina

(madre)

Castelli Teresa Carolina Felicita Rosalia Guglielmina

(sorella)

Nata a Edolo (Bs) il 3.7.1891.

Luoghi di residenza

Bergamo

Lombardia

Italia

via Pitentino n. 28

(1893/02/04 – 1926/05/13)


Bergamo

Lombardia

Italia

viale Operai n. 9/bis, località Redona

(1926/05/13 – )

Fatti notevoli

1925/06/11

Castelli viene arrestato “perché sorpreso a distribuire manifestini sovversivi stampati alla macchia, intitolati “Signor Mussolini, avete imbavagliato la stampa ma la verità vi accusa, segue poi la trascrizione del memoriale di Filippelli”, e “Per la libertà degli Italiani nel primo anniversario dell’assassinio di Giacomo Matteotti”.

Sanzioni subite
carcere

(1925/06/11 – 1925/06/19)

denunciato per vilipendio alle istituzioni dello Stato e incarcerato

In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Documentazione allegata

segnalazione del 9.12.1920 del Commissario di PS Arnaldo De Franceschi


segnalazione del 3.2.1923


segnalazione del 6.5.1925 degli agenti Guidolotti e Calanca


corrispondenza del comunicazione datata


corrispondenza del 18.2.1928 dei Cc di Bergamo alla Questura Bergamo


corrispondenza del 30.7.1930 della Questura di Aosta alla Questura di Bergamo

Riferimenti bibliografici
Mangini 2003

riferimento Scheda biografica su Napoleone Castelli in Giorgio Mangini, Insegnamento della storia e impegno civile. Il magistero di Arcangelo Ghisleri da Matera a Bergamo 1884-1892, in Una scuola nella storia d’Italia. Il liceo Sarpi 1803-2003, a cura di Giorgio Mangini, Junior, Bergamo 2003, p. 92.

Pubblicato in 1911-1920, Anagrafe sovversivi, Arresto, Bergamo, Busta 29, Carcere, diploma, Esclusione dallo schedario: no, Genere maschile, Giornale, In Bollettino ricerche: no, In Rubrica di frontiera: no, Manifestazioni, ragioniere, socialista, Sorvegliato.